Kitesurf Nord Italia: I Migliori Spot del Nord

Il Maestrale sul Garda che spinge a 20 nodi, la Breva che si accende ogni pomeriggio sul Lago di Como, la Bora che pulisce l’acqua dell’Adriatico: il Nord Italia è un parco giochi completo per il kitesurf, molto più vario di quanto sembri guardando solo la cartina. Tra laghi termici, spiagge sabbiose e golfi nascosti, puoi programmare sessioni di kitesurf Italia quasi ogni settimana, scegliendo lo spot in base al vento e al tuo livello. Qui non si parla di cartoline, ma di dove agganciare il chicken loop e partire davvero.

Chi si muove per il kitesurf Nord Italia lo fa con un obiettivo chiaro: massimizzare i giorni in acqua. I grandi laghi come Garda, Como e Iseo offrono venti prevedibili e accesso rapido dalle città, ideali se hai poco tempo e tanta voglia di planare. La costa dell’Adriatico tra Veneto ed Emilia Romagna regala onde morbide e acqua bassa, perfetta per il kitesurf per principianti. Sul Tirreno, tra Liguria e Toscana, le onde si alzano, il vento si “sporca” tra i promontori, ma le giornate buone restano scritte nella memoria delle tue gambe.

In breve

  • Laghi del Nord (Garda, Como, Iseo): venti termici regolari, spot facili da raggiungere, condizioni ideali per progredire senza stress.
  • Liguria: poco spazio ma tanto carattere, onde e raffiche per rider già sicuri che cercano adrenalina vera.
  • Veneto e Emilia Romagna: spiagge ampie, acqua spesso piatta, ottime per imparare e per lavorare su freestyle e foil.
  • Toscana Nord: kitesurf in mare aperto, mix di onda e flat, tanti spot collegati tra loro per costruire un vero road trip.
  • Scelta dello spot: direzione del vento, livello personale, affollamento e regole locali sono le quattro variabili da controllare sempre.

Sommaire

Kitesurf Nord Italia: perché i laghi sono l’arma segreta dei rider del nord

Chi cerca i miglior spot kitesurf Italia spesso guarda subito al mare, ma nel Nord Italia i laghi sono il vero tesoro. Garda, Como e Iseo funzionano come giganteschi “ventilatori” naturali: il sole scalda le montagne, l’aria si muove, nascono le termiche. Risultato? Vento che entra quasi ogni giorno in stagione, con una regolarità che al mare ti sogni. Se vivi tra Milano, Verona, Brescia o Bergamo, puoi staccare dal lavoro, infilare la tavola in auto e ritrovarti a fare water start in meno di due ore.

Un esempio tipico è Luca, rider intermedio che lavora a Milano. Dal lunedì al giovedì guarda ossessivamente le previsioni di Breva e Peler. Appena vede tre giorni di alta pressione di fila, programma: uscita a Colico il venerdì pomeriggio, Dervio il sabato, Campione del Garda la domenica. In un weekend mette insieme più ore di kite di quante ne farebbe in una settimana di kitesurf vacanze mal organizzate. La chiave è conoscere le logiche dei laghi, non seguire solo l’app meteo.

Lago di Como: Colico, Dervio, Valmadrera

Il Lago di Como è il classico “ufficio estivo” di tanti rider del nord. A Colico lo spot lavora con la Breva da sud, un vento termico che in primavera ed estate si piazza spesso tra 12 e 20 nodi. Per chi vuole imparare kitesurf in sicurezza è oro: fondo relativamente profondo ma con tanto spazio, scuole in zona, uscita assistita in barca in molte giornate. Puoi portare anche chi non fa kite: prati, parco giochi, bar e ristoranti salvano la compagnia mentre tu ti alleni sui bordi.

Più a sud, a Dervio, la stessa Breva diventa ancora più precisa. Qui lo spot si divide tra il prato vicino al fiume e il molo del porto, da usare quando la zona fiume è chiusa per la pesca. Con il vento che pompa costante, i rider intermedi possono lavorare su toe-side, primi salti e transizioni senza farsi sorprendere da raffiche imprevedibili. È meno consigliato per i neofiti totali, ma per chi ha già fatto un corso kitesurf base è una scuola naturale perfetta.

Valmadrera e Tivano: sessioni solo per chi è pronto

Davanti a Lecco, Valmadrera è il lato più tecnico del Lago di Como. Qui entra il Tivano, vento da nord che parte dal primo chiarore dell’alba e muore nelle prime ore del mattino. Significa sveglia con il buio, kite già gonfio quando il cielo è ancora rosa, e prime planate mentre il lago è uno specchio. Ma c’è un dettaglio da non sottovalutare: se il Tivano cala di colpo, rischi una lunga nuotata prima di trovare un’uscita comoda. Per questo lo spot è adatto solo a rider autonomi, con buona resistenza e capacità di body drag serio.

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Valmadrera è un esempio concreto del perché nel kitesurf Nord Italia non basta guardare l’intensità del vento, serve conoscerne anche il “carattere”. Un principiante che entra qui solo perché vede 18 nodi sulle app rischia la classica storia da raccontare al bar… ma con poca voglia di ripeterla. Prima di puntare gli spot più impegnativi, può essere utile studiare le basi tecniche in luoghi più morbidi o con l’aiuto di una scuola kitesurf che ti segue passo passo.

Lago di Garda e Iseo: termiche affidabili e logistica comoda

Il Lago di Garda è un manuale di vento aperto. A Campione del Garda puoi sfruttare sia il Peler del mattino, più fresco e spesso più forte, sia l’Ora del pomeriggio, termica più dolce ma comunque divertente. Qui una delle comodità maggiori è uscire da una vera spiaggia con canale di lancio, non solo con i lift in barca. Docce, bar, servizi a portata di handrail vuol dire session intensa ma comoda, ideale se ti porti la famiglia o se vuoi incastrare il kite tra una riunione e l’altra.

Lato veneto, Malcesine e Brenzone funzionano come “sala allenamento mattutina” dei rider più motivati: Peler, lift, rientro in spiaggia quando il resto del lago si sta solo svegliando. Più a nord, Limone sfrutta buone condizioni mattutine con vista sulle pareti verticali che chiudono il lago. Il Lago d’Iseo, meno affollato, lavora con termiche che in estate possono arrivare a 18–20 nodi la mattina, e 14–16 nodi nel primo pomeriggio. Perfetto se vuoi un ambiente più tranquillo ma comunque solido per progredire.

Qui entra in gioco anche la scelta dell’attrezzatura: chi vuole esplorare il mondo del foil o attrezzarsi bene per spot diversi può dare un’occhiata alle guide su negozi e attrezzatura kitesurf, utili per capire quali vele e tavole hanno più senso per termiche lacustri rispetto a mare formato.

Il succo dei laghi del Nord è chiaro: se impari a leggere termiche, orari e direzioni, puoi costruire una routine di kite quasi settimanale senza volare lontano.

Kitesurf Nord Italia: guida pratica agli spot del Lago di Garda e Veneto

Chi parla di kitesurf Nord Italia non può ignorare il Garda. Qui ogni zona del lago ha un’anima diversa, e il rider intelligente impara a sfruttarla. Il trucco è semplice: guardare non solo le bandierine, ma anche l’orario, la stagione e l’affollamento. Sul lato veneto e lombardo, improvvisare è il modo migliore per sprecare vento. Chi sa programmare invece si ritrova con session pulite, mare (ok, lago) gestibile e setup tecnico al punto giusto.

Immagina un weekend di inizio estate. Sabato mattina sveglia presto a Malcesine, Peler fino a 18 nodi, big air sui chop del nord Garda. Pausa pranzo, riposo, e nel pomeriggio ti sposti verso sud per cercare l’Ora più morbida e lavorare sui trick sganciati. Domenica cambi versante e provi Campione, sfruttando il mix di venti e la comodità della spiaggia. Con un po’ di organizzazione fai in due giorni quello che tanti riescono a concentrare solo in una settimana di viaggio lontano.

Spot principali tra Garda veneto e lombardo

Per aiutarti a scegliere dove uscire in base a livello e condizioni, ecco una panoramica sintetica degli spot più significativi del Garda e dintorni:

Spot Tipo di acqua Vento principale Livello consigliato
Malcesine (Navene) Chop, tratti di flat Peler da nord al mattino Intermedio–avanzato (lift, traffico)
Brenzone (Malibù Beach) Chop regolare Peler mattutino Intermedio
Limone sul Garda Chop e onde lunghe con vento forte Peler forte, Ora leggera Esperto
Campione del Garda Chop, onde moderate Peler e Ora Da principiante seguito a esperto
Sottomarina (Chioggia) Flat + onda Bora, Scirocco, termica locale Dal primo bordo guidato al pro

Questa mappa mentale ti permette di decidere dove puntare l’auto già il giorno prima. Ricorda che in alto lago il kite è spesso regolato da club e associazioni, con obbligo di uscire tramite barca in certi orari. Leggere i regolamenti locali è parte della tua sicurezza, tanto quanto controllare le linee della barra.

Sottomarina e gli spot lagunari: quando l’Adriatico diventa parco trick

Spostandosi verso la costa veneta, il kitesurf Adriatico prende una piega diversa. A Sottomarina trovi una spiaggia larghissima, con una combinazione preziosa: dentro, acqua piatta o con chop leggero, fuori, onda generata da Bora e Scirocco. La Bora da nord-est pulisce il mare e stende belle rampe per il surfino e i salti alti; lo Scirocco da sud-est, specie quando arriva con perturbazioni, costruisce onde più lunghe e regolari, da leggere come una pista da pump track sull’acqua.

La brezza termica locale, spesso nella stessa direzione dello Scirocco, fa il suo gioco nel pomeriggio delle giornate stabili: vento più morbido, ideale per lavorare sui primi salti, sulla gestione dell’aquilone e sull’uso di tavole più grandi. Per chi lavora in foil, la laguna e gli spot come Porto Barricata o Conche offrono session con acqua piatta e vento side, l’ideale per giocare con la velocità. Se stai iniziando a pensare al foil, può essere utile dare un’occhiata ai consigli tecnici su tecnica foil e gestione dell’attrezzatura per evitare di perdere tempo (e pelle) nelle prime uscite.

Gestire regole, stagioni e affollamento

Molti spot veneti e lagunari hanno un punto in comune: le regole cambiano di stagione in stagione, spesso in base alla presenza di bagnanti. In alto Garda, ad esempio, il kite può essere limitato a certe fasce orarie o solo con uscita in barca. In Adriatico, d’estate ampie porzioni di spiaggia diventano off-limits per i kite. Per questo chi vive di kitesurf Italia ha sempre un piano B: se non si entra in mare, si guarda ai laghi, se laghi e mare saltano, ci si allena a terra oppure si studia meglio il meteo.

Nel complesso, il Nord Est è il regno di chi ama combinare logistica facile, buone termiche e strutture attrezzate. Capire in quale categoria rientri – principiante, intermedio, o rider “affamato” – ti aiuta a scegliere dove puntare il nose della tavola e dell’auto.

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Kitesurf Liguria: spot stretti, vento deciso e onde per chi ama il mare vero

La Liguria è l’opposto dei grandi laghi: montagne a picco sul mare, spiagge corte e molto contese, vento che si incanala tra i promontori e arriva spesso rafficato. Per chi fa kitesurf Nord Italia e cerca mare “vero”, qui ci sono giornate che restano incise nella memoria: tramontana che spara oltre 30 nodi, onda formata, take-off tra i frangenti, e rientro in spiaggia con le gambe che tremano non solo per la fatica. Di contro, se sei agli inizi, certe condizioni sono semplicemente troppo.

Immagina Marta, rider intermedia che di solito esce sul Garda. Dopo un’estate tra termiche regolari decide di provarsi con la Liguria di Ponente. Arriva ad Albenga con vento da sud-ovest e onda di un metro e mezzo. I primi bordi sono un mix di entusiasmo e rispetto: l’acqua non è più una superficie liscia dove giocare, è un terreno vivo che ti obbliga a leggere ogni cresta. È proprio in questi spot che si capisce quanto conti una base solida, costruita magari con un buon corso kitesurf strutturato altrove.

Voltri e Noli: tramontana e raffiche da trattare con rispetto

A pochi chilometri da Genova, Voltri è una spiaggia libera con fondale sabbioso, uno dei primi punti dove il kitesurf appare uscendo dall’autostrada. Con tramontana da nord l’acqua resta relativamente piatta, e puoi lavorare su velocità e salti senza dover domare onde importanti. Quando entra Scirocco, però, le onde crescono e lo spot chiede un livello più alto, soprattutto per l’uscita e il rientro tra shorebreak e raffiche.

Più a ovest, Noli è una cartolina di borghi liguri affacciati sul mare… che cambia volto quando la tramontana spinge oltre i 40 nodi. Qui la spiaggia di ciottoli, le raffiche violente e il poco spazio di manovra lo rendono uno spot per pochi: rider esperti, abituati a gestire partenze e atterraggi in autonomia, con controllo totale della vela anche quando il vento strappa la barra dalle mani.

Andora, Albenga, Arma di Taggia: playground wave del Ponente

A Marina di Andora lo spot è letteralmente incastonato tra i moli. Con vento da sud o sud-ovest, le onde possono superare i due metri e la gestione del kite in decollo e atterraggio richiede freddezza. Perfetto per chi ama il surfino strapless, un po’ meno per chi è al primo water start. Il vantaggio? Una volta fuori, puoi lavorare sulle linee in down the line con onde solide e lunghi bordi.

Albenga offre un mix che pochi altri spot hanno: onda fuori, chop in certe zone e acqua piatta all’interno della foce del fiume Centa. È proprio questa varietà a renderlo uno degli spot più frequentati dai local, che lo usano come palestra all-weather. Arma di Taggia chiude idealmente il tour ligure del Ponente con il suo tratto di acqua piatta tra i frangiflutti e chop più aperto fuori: qui si gioca tanto anche con il freestyle, specie nelle mezze stagioni quando la spiaggia non è ancora invasa dagli ombrelloni.

Regole, stagionalità e piano di gioco

Quasi tutti gli spot liguri hanno un limite comune: la stagione balneare. Da maggio a fine settembre, approssimativamente, lo spazio per i kite si riduce o scompare del tutto. Questo significa che il periodo migliore per esplorare la Liguria in chiave kite è l’autunno–inverno–inizio primavera, quando le perturbazioni portano vento serio e le spiagge tornano a disposizione dei rider.

Chi vive il kitesurf Italia come un percorso di crescita personale spesso alterna stagioni: primavera–estate sui laghi o in Adriatico per costruire tecnica pulita, autunno e inverno in Liguria per imparare a gestire raffiche, onde e spazi ristretti. L’equilibrio sta nel non saltare passaggi: se il tuo obiettivo è domare la tramontana di Noli, ha senso passare prima da spot più morbidi, magari seguendo una progressione simile a quella descritta nelle guide per chi inizia con il kitesurf. Il mare ligure non perdona improvvisazioni, ma ripaga ogni passo fatto con metodo.

Kitesurf Nord Italia sull’Adriatico: Emilia Romagna e costa veneta per principianti e freerider

Quando si pensa a Emilia Romagna si immagina spesso solo ombrelloni e aperitivi, ma tra una piadina e l’altra l’Adriatico regala belle giornate di kite. Da Marina di Ravenna giù verso Rimini, Cesenatico, Riccione e Bellaria, il kitesurf Adriatico ha un’impronta chiara: fondale sabbioso, acqua spesso bassa, onda morbida. L’ideale per chi vuole fare i primi bordi, ma anche per chi ama il freeride rilassato senza troppa ansia da frangente.

Qui il vento lavora spesso da est-sud-est (Scirocco) o nord-est (Bora, Grecale più rare). Quando entra deciso, il mare monta, ma difficilmente con la violenza del Tirreno nei giorni grossi. Per un principiante che ha fatto pratica sui laghi, questi spot sono una naturale “seconda tappa”: stesso concetto di sicurezza, ma in mare aperto. Per i local, spesso, sono luoghi di allenamento costante: più che cercare la giornata epica, puntano sulla continuità delle uscite.

Marina di Ravenna e gli altri spot romagnoli

A Marina di Ravenna il kitesurf si appoggia molto al canale del porto: da un lato acqua piatta, dall’altro onda ordinata. Questa doppia faccia permette di lavorare sulla tecnica di controllo tavola in flat e sulle letture dell’onda quasi nella stessa sessione. Il limite principale rimane l’altissima densità di bagnanti nella stagione estiva: da giugno a inizio settembre, in molte fasce orarie devi per forza appoggiarti a scuole o club autorizzati.

Più a sud, spot come Cesenatico, Rimini e Riccione funzionano con logiche simili: spiagge ampie, fondale che digrada piano, vento termico spesso sotto i 10 nodi per chi usa twin tip, ma sufficiente per chi passa al foil. Questa caratteristica rende l’Adriatico romagnolo interessante anche per i rider che vogliono sfruttare giorni “molli” per studiare nuove discipline, come il wing foil o il kite foil in modalità light wind.

Chi dovrebbe scegliere l’Adriatico del Nord

Gli spot di Emilia Romagna e del Veneto orientale sono perfetti per:

  • Principianti che hanno già fatto body drag, partenza e primi bordi, ma vogliono prendersi più margine di errore in mare aperto.
  • Rider intermedi che lavorano su transizioni, toe-side, primi salti e controlli in acqua bassa.
  • Amanti del foil che cercano venti leggeri e spazio per manovrare senza stress.
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Per chi viene dal kitesurf Salento o da spot ventosi del Sud, la percezione può essere di vento “fiacco”. In realtà è un’occasione d’oro per lavorare sulla pulizia del gesto, sulla gestione dell’aquilone in power zone e sulla scelta di vele più grandi. Una base tecnica così ti servirà ovunque, che tu vada poi su un spot kitesurf Puglia o sulle spiagge ventose della Calabria.

Gestire attrezzatura e progressione

In Adriatico, scegliere l’attrezzatura giusta fa la differenza tra un pomeriggio a guardare il mare e uno a fare bordi. Chi si organizza con una vela grande (12–15 metri a seconda del peso) e tavola con buon volume ha molte più chance di sfruttare le termiche estive. Allo stesso tempo, è utile conoscere bene la manutenzione dell’equipaggiamento, specie quando si passa da acqua dolce a salata o viceversa. Per approfondire questi aspetti, le risorse su attrezzatura e gestione del materiale possono aiutarti a fare scelte sensate, evitando acquisti impulsivi.

In sintesi, l’Adriatico del Nord non è lo spot dei colpi di scena, ma quello delle basi solide. È il luogo dove trasformi i “forse ci riesco” in automatismi, per arrivare più pronto alle sfide di mare formato e raffiche serie.

Kitesurf Toscana Nord: tra Calambrone, Vada e Castagneto, il ponte verso il centro Italia

La costa toscana settentrionale è il tassello che collega il kitesurf Nord Italia al resto della penisola. Qui il mare cambia ancora volto: spiagge larghe, pinete alle spalle, vento che entra da più quadranti e crea condizioni sempre diverse. È una zona perfetta se vuoi allenarti al mare e, allo stesso tempo, iniziare a conoscere logiche simili a quelle che troverai più giù, tra kitesurf Lecce, Taranto, Ionio e Adriatico del Sud.

Un rider che vuole strutturare un percorso completo potrebbe fare così: laghi del Nord per le basi con vento regolare, Adriatico per acqua bassa e gestione delle partenze in mare, Toscana per iniziare a dialogare con le onde e con venti che ruotano. Ogni step aggiunge un pezzo, senza saltare passaggi. In questo modo quando poi programmerai un viaggio di kitesurf vacanze verso il Sud o le isole, non ti troverai completamente spiazzato.

Calambrone e Vada: spot tecnici ma perfetti per progredire

A sud di Pisa, Calambrone offre un mix interessante: mare che raramente appare cristallino da catalogo, ma condizioni utilissime per progredire. Con i venti giusti trovi acqua bassa, zone di flat e onde gestibili. È un ottimo spot per chi ha superato la fase del “kitesurf per principianti” e vuole iniziare a sentire cosa significa tenere bordi lunghi in mare aperto, lavorare sulla posizione del corpo, migliorare l’upwind.

Poco più a sud, Vada vive a ridosso delle famose spiagge bianche. Qui la termica estiva può fare il suo dovere in tante giornate, soprattutto quando l’alta pressione staziona sull’Italia. Con venti dal secondo e terzo quadrante (da sud-est a nord-ovest) la spiaggia permette di uscire in sicurezza e lavorare su trick base e velocità. Bar e ristoranti in zona rendono facile trasformare la giornata di kite in un’uscita completa, anche per chi ti accompagna senza velare.

Castagneto Carducci, Perelli e primi assaggi di onda seria

Ancora più a sud, Castagneto Carducci offre una dog beach sempre accessibile, utile se ti muovi con amici a quattro zampe. Qui il mare si apre e, con Scirocco o Libeccio, possono entrare onde più strutturate. È un buon terreno per chi vuole iniziare a giocare con il surfino, magari dopo aver preso confidenza su spot più lineari. La vera sorpresa, però, è Perelli, tra Follonica e Piombino: paesaggio meno idilliaco per la vicinanza all’area industriale, ma condizioni wave notevoli nelle perturbazioni di Scirocco.

Questa doppia anima – spot più “turistici” e spot più tecnici – permette di montare un piccolo road trip toscano, spostandosi in base alle previsioni. Proprio questa capacità di organizzarsi intorno al vento, tipica anche del vento Salento al Sud, è ciò che distingue il rider che cresce davvero da chi aspetta solo lo spot perfetto senza studiare le condizioni reali.

Ponti con il resto dell’Italia: studiare il Nord per godersi il Sud

Molti rider che sognano di esplorare il kitesurf Salento o la Puglia in generale sottovalutano l’importanza di arrivare preparati. Gli spot del Nord, dalla Toscana ai laghi, sono la palestra ideale per costruire tecnica e rispetto del vento, prima di sfidare rotazioni termiche complesse come quelle del kitesurf Ionio o dell’Adriatico salentino. Per farsi un’idea dei collegamenti tra Nord e Sud in chiave kite, è utile consultare panoramiche complete sulle destinazioni kitesurf in Italia, così da capire come incastrare weekend brevi e viaggi più lunghi.

La morale? Il Nord non è solo il punto di partenza del tuo percorso, è il laboratorio dove impari a leggere vento, fondale e logistica. Tutto quello che metti nelle gambe e nella testa tra Garda, Liguria, Adriatico e Toscana ti seguirà quando deciderai di scendere verso Sud.

Guardare qualche session reale ti aiuta a visualizzare le linee possibili e il comportamento del vento sui laghi del Nord.

Le immagini delle giornate wave in Liguria mostrano bene perché sia una meta da affrontare con rispetto e buona preparazione tecnica.

Qual è lo spot migliore del Nord Italia per chi inizia con il kitesurf?

Per chi sta muovendo i primi passi dopo un corso base, gli spot lacustri come Colico sul Lago di Como o Campione del Garda sono tra i più indicati. Offrono vento termico relativamente regolare, spazi ampi e la presenza di scuole e servizi. In mare, alcune zone dell’Adriatico emiliano-romagnolo possono essere adatte, ma sempre appoggiandosi a una scuola kitesurf locale per gestire correnti, regole e sicurezza.

Quando è il periodo migliore per fare kitesurf sui laghi del Nord Italia?

In genere, da fine marzo a ottobre è la finestra principale. Le termiche di Garda, Como e Iseo si accendono con le giornate di alta pressione e cielo sereno. In estate il vento è più prevedibile ma può essere affollato; in primavera e autunno si trovano spesso condizioni migliori, ma con acqua più fredda e necessità di muta spessa.

Gli spot di Liguria sono adatti ai principianti?

La maggior parte degli spot liguri, specie quelli di Ponente come Noli, Andora o Albenga, non sono ideali per principianti totali. Spazio ridotto, onde, vento rafficato e fondale non sempre semplice richiedono un buon controllo della vela e della tavola. Meglio arrivare qui dopo aver consolidato le basi su laghi o spiagge più facili, magari seguendo un percorso strutturato di lezioni.

Serve un’attrezzatura diversa per laghi e mare nel Nord Italia?

La stessa attrezzatura può funzionare su entrambi, ma molti rider del Nord usano vele leggermente più grandi per i laghi, dove la termica può essere meno intensa, e tavole twin tip con buona superficie. In mare, specie in Liguria o Toscana con onda più formata, è utile avere pinne più adatte e, se ti piace il surfino, una tavola dedicata. L’importante è coprire un buon range di vento senza riempire inutilmente il quiver.

Come pianificare un road trip di kitesurf Nord Italia?

Un’idea efficace è dividere il viaggio in blocchi: laghi (Garda, Como, Iseo) per i giorni di alta pressione con sole pieno, costa veneta o Emilia Romagna quando entrano Scirocco e Bora sull’Adriatico, Liguria e Toscana Nord per le perturbazioni dal sud-ovest o da ovest. Controlla sempre previsioni meteo e regolamenti locali, tieni due o tre spot alternativi per ogni area e organizza spostamenti brevi tra una zona e l’altra per non perdere giornate di vento preziose.

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