Kitesurf-Kurse Gardasee: Die besten Schulen 2026

Il Lago di Garda è uno di quei posti dove il vento entra presto, la luce cambia in continuazione e l’acqua dolce diventa un vero parco giochi per chi sogna il kite. Negli ultimi anni le scuole di kitesurf del Garda hanno alzato il livello: barche di supporto, radio-casco, foil school, programmi dedicati a chi parte da zero e a chi vuole finalmente chiudere i primi salti. Chi cerca un corso kitesurf Lago di Garda oggi deve scegliere tra metodi diversi, spot specifici e filosofie di insegnamento che vanno dalla didattica super strutturata allo stile “ride & coaching” continuo. L’obiettivo reste però toujours le stesso: tirarti su in water start in sicurezza, farti controllare la barra e portarti verso session sempre più autonome.

La cosa interessante del Garda è che il lago non è “unico”: cambiano vento, orientazione delle rive, traffico nautico e regolamenti da Malcesine a Campione, fino a Limone o Navene. Alcune scuole puntano su lezioni solo da barca, altre combinano corsi dal gommone con session dalla riva in orari molto precisi, quando i divieti lo permettono. Per questo, prima di prenotare, serve capire che tipo di rider sei, dove vuoi arrivare entro fine stagione e quanto tempo puoi dedicare alla progressione, un po’ come quando si sceglie tra un spot kitesurf Puglia sullo Ionio o sull’Adriatico in base al vento del giorno. Chi si informa bene, chi chiede domande concrete e chi non si fa abbagliare solo dalle foto social, di solito si ritrova con più ore effettive di kite e meno frustrazione.

In breve

  • Corsi kitesurf Lago di Garda: quasi tutte le scuole lavorano con lezione da barca e radio, fondamentali per sfruttare al massimo Ora e Peler.
  • Le migliori scuole 2026 si riconoscono da tre fattori: sicurezza, chiarezza nei pacchetti, programma di progressione dal principiante al rider intermedio.
  • Ogni zona del lago ha il suo carattere: Malcesine e Navene per il vento più teso, Campione per lo stile “kite village”, Limone e Toscolano per setup più tranquilli.
  • Prima di scegliere una scuola kitesurf, verifica numero di allievi per istruttore, tipo di attrezzatura, livello dei gruppi e presenza reale di mezzi di sicurezza.
  • Il Garda si combina benissimo con altre mete di kitesurf Italia, dal kitesurf Salento fino ai grandi spot di Sardegna o Lazio.

Kurse Kitesurfing am Lago di Garda: Wind, Spots und die richtige Methode verstehen

Chi arriva al Lago di Garda per la prima volta sente parlare subito di Ora e Peler. L’Ora è il vento termico del pomeriggio, più regolare, ideale per i corsi kitesurf per principianti. Il Peler entra presto al mattino, teso e spesso con qualche raffica: perfetto per chi già bolina e vuole lavorare su salti, transizioni e controllo del kite in potenza. Capire questo ritmo quotidiano è il primo passo per scegliere quando fare lezione e con che tipo di materiale.

Le scuole più organizzate pianificano i corsi in modo da sfruttare l’Ora per chi deve imparare il body drag, la gestione della barra e il water start. Spesso si lavora su tavole twintip di volume medio, kite più grandi e linee ottimizzate per un tiro progressivo. Chi arriva già con un po’ di esperienza può chiedere session dedicate al Peler, dove la priorità diventa il controllo in velocità, le prime rotazioni e il lavoro su edging e pop, magari preparando il passaggio a un twintip 2026 più performante.

Il metodo “da barca” è la firma del Garda. Le scuole portano gli allievi al centro del lago, lontani da ostacoli e spiagge affollate. Qui l’istruttore segue da vicino, spesso con radio nel casco: ricevi indicazioni in tempo reale, “piega le ginocchia, tira la barra, rilascia, guarda dove vuoi andare”. Per molti è il modo più rapido per imparare, perché non perdi tempo a camminare lungo la riva ogni volta che sbagli un bordo. Cadi, rilanci, riparti. Session continua, senza pause inutili.

Però il lago non è il mare. Niente onde lunghe, niente correnti di marea, niente odore di salsedine che ricorda il vento Salento quando soffia tra Ionio e Adriatico. In compenso trovi acqua più piatta, chop corto e una lettura del vento estremamente didattica. Questo permette di concentrarti di più sulla tecnica pura: posizione del corpo, pressione sui talloni, controllo del kite a ore 11-1, correzioni rapide per evitare di essere straportato downwind.

Un esempio? Immagina Luca, 32 anni, che viene da Milano e ha deciso di imparare kitesurf prima di un viaggio di kitesurf vacanze in Puglia. Prenota tre giorni intensivi al Garda. Primo giorno: teoria, set-up dell’ala, body drag con supporto dalla barca. Secondo giorno: primi water start con l’Ora, tanto rilancio del kite, qualche metro di planata. Terzo giorno: prime vere bordate costanti e inizio della bolina. Non diventa un pro in un weekend, ma torna a casa con basi solide, pronto per affrontare uno spot kitesurf Puglia o Sardegna con più consapevolezza.

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Per chi sogna il freestyle o il foil, molte scuole del Garda hanno introdotto moduli avanzati: salti di base, grab, controllo del kite loop in sicurezza, primi approcci al foil con tavole volume e masti più corti. Anche qui il lavoro da barca, con spazio libero e radio, è un alleato potente. La chiave resta sempre la stessa: chiarezza negli obiettivi, step concreti, attenzione costante alla sicurezza, perché un buon corso non è solo quello che ti fa planare più veloce, ma quello che ti insegna a capire i tuoi limiti e a gestire il vento.

Alla fine, chi sceglie il Lago di Garda per imparare kitesurf sceglie un laboratorio tecnico all’aria aperta: vento regolare, logistica collaudata, scuole abituate a lavorare con principianti totali e rider intermedi che vogliono sbloccarsi. Una base solida che poi puoi portare ovunque, dal kitesurf Adriatico alle raffiche dell’Ionio, senza sentirti perso appena cambi spot.

Le zone principali del Lago di Garda per corsi kitesurf

Per orientarti tra le tante proposte, conviene dividere il Garda in alcune aree chiave. Ognuna ha una combinazione particolare di vento, logistica e stile di insegnamento. Malcesine e Navene sono sinonimo di Peler deciso e Ora ben canalizzata, con scuole molto attive su corsi da barca. Campione del Garda è un micro-mondo a parte, con un’impronta quasi da “village” per chi vuole vivere kite e wind tutto il giorno. Limone, Torbole e la sponda trentina offrono scenari spettacolari, con una tradizione forte anche nella vela e nel windsurf.

La scelta non è solo estetica. Alcune aree hanno regolamenti più rigidi sul lancio da riva, altre permettono finestra orarie per il kite. Una buona scuola kitesurf Lago di Garda ti spiega sempre dove e quando potrai uscire anche dopo il corso, senza raccontarti che “si può sempre” solo per farti prenotare. Chi programma un’estate lunga di corsi e progressione può anche valutare di alternare Garda e mare, sfruttando per esempio un week-end sul lago e una settimana di kitesurf Salento o Sardegna per prendere confidenza con onde e mare aperto.

Per una panoramica aggiornata degli spot, conviene dare un’occhiata anche alle guide specifiche sul lago, come il focus dedicato al kitesurf Lago di Garda, che incrocia vento, stagioni e scuole presenti sulle diverse sponde. Incastrare queste informazioni con la tua agenda, il budget e il livello reale è il modo migliore per non sprecare giornate di vento buono.

Die besten Kitesurf-Schulen am Lago di Garda 2026: Woran man sie wirklich erkennt

Quando si parla di “migliori scuole kitesurf Lago di Garda”, non si tratta solo di classifiche da social. Una buona struttura si riconosce da dettagli molto concreti: barche omologate e in ordine, istruttori certificati con esperienza in acqua, materiale aggiornato, sistemi di comunicazione chiari e, soprattutto, la capacità di dirti “oggi non si esce” quando le condizioni non sono adatte al tuo livello. Questa onestà è oro, anche se a volte pesa dopo ore di viaggio.

Un criterio fondamentale è il rapporto allievi/istruttore. Se la barca è piena e l’istruttore deve dividere l’attenzione tra troppi kite in acqua, il tempo effettivo che passi in sessione guidata cala a vista d’occhio. Le scuole migliori tengono gruppi piccoli, spesso 2 allievi per istruttore nella fase di water start, massimo 3-4 quando si passa a esercizi più autonomi. Così ogni caduta diventa un momento di feedback, non solo un giro di recupero silenzioso.

Altro aspetto: la qualità dell’attrezzatura. Kite recenti, con sistemi di sicurezza moderni, barre in buono stato, linee controllate regolarmente. Tavole adatte al livello (più grandi e stabili per chi parte da zero, più corte e reattive per chi lavora sulla tecnica). Una scuola che tiene al proprio materiale, di solito, tiene anche ai propri allievi. Se vedi kite vecchi, linee annodate, giubbotti sdruciti, è un segnale da non ignorare.

Molto importante anche la chiarezza dei pacchetti. I programmi ben strutturati indicano numero di ore, obiettivi realistici e cosa succede se il vento non entra. Alcune scuole propongono pacchetti progressivi: “base”, “intermedio”, “avanzato”, con valutazione iniziale del tuo livello e aggiornamenti alla fine di ogni giornata. Questo ti permette di sapere dove stai andando, come quando ti prepari per affrontare il tuo primo vero spot kitesurf Puglia in mare aperto e vuoi arrivare pronto, non improvvisare.

Per aiutarti a confrontare le proposte, ecco una tabella tipo che riassume i criteri principali da guardare quando scegli un corso kitesurf al Lago di Garda:

Criterio Cosa osservare Perché conta
Rapporto allievi/istruttore Max 2 in fase di water start, 3-4 nelle fasi avanzate Più attenzione personalizzata, progressione più rapida e sicura
Tipo di lezioni Da barca, con radio-casco, briefing e debriefing a terra Massimo tempo utile in acqua, correzioni in tempo reale
Attrezzatura Kite recenti, tavole adeguate al livello, mute in buono stato Maggiore sicurezza, facilità di apprendimento, comfort termico
Sicurezza Barche omologate, giubbotti, caschi, piani di emergenza chiari Gestione dei rischi, soprattutto in caso di cambi di vento improvvisi
Programma didattico Step chiari: teoria, body drag, water start, prime bordate, bolina Visione precisa della progressione, obiettivi misurabili
Trasparenza Politiche meteo, cancellazioni, recuperi e costi extra espliciti Niente sorprese, gestione serena del tuo investimento

Un consiglio semplice ma spesso ignorato: prima di confermare il corso, fai due domande dirette via mail o telefono. Chiedi quanti allievi saranno in barca con te e quale sarà il piano se il vento salta per un’intera giornata. La risposta ti dice molto della mentalità della scuola. Se trovi la stessa cura che vedresti in un buon centro di kitesurf scuole in Italia, sei sulla strada giusta.

Le scuole che lavorano bene non hanno paura di consigliarti di fare una pausa, cambiare orario o addirittura spostare la lezione al giorno dopo per aspettare condizioni migliori. Questo è il tipo di professionalità che fa davvero la differenza tra un corso “tanto per provare” e una base solida per anni di session.

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Come valutare le recensioni e le testimonianze

Nel 2026 le recensioni online sono ovunque, ma non tutte raccontano tutta la storia. Una sequenza di cinque stelle non basta, così come un singolo commento negativo non dovrebbe affossare una scuola. Quello che conta è il contenuto: i feedback che parlano di dettagli concreti, di come l’istruttore ha gestito la paura, di come sono stati spiegati i segnali di sicurezza, valgono più di mille “fantastico” generici.

Quando leggi le recensioni, cerca riferimenti a situazioni reali: cambi di vento, giornate senza condizioni ideali, gestione dei gruppi misti (principianti e intermedi insieme). Una scuola che riceve complimenti per come ha gestito giornate complicate è una scuola che sai come si comporterà quando il lago deciderà di cambiare umore. E il Garda, come tutti i grandi spot di kitesurf Italia, ogni tanto ama ricordare che comanda lui.

Perché scegliere il Lago di Garda per imparare kitesurf (e quando è meglio andare al mare)

Il Lago di Garda è una sorta di “palestra tecnica” a cielo aperto. L’acqua dolce smorza un po’ la fatica delle risalite a piedi, il chop corto allena l’equilibrio e la lettura delle raffiche, le montagne intorno ti aiutano a capire come la conformazione influisce sul vento. Per chi vuole imparare kitesurf partendo da zero, questo ambiente controllato è spesso ideale: niente onde che chiudono sulla riva, niente risacca che ti tira giù la tavola appena caduto.

Detto questo, il mare resta un altro capitolo. Le onde, anche piccole, cambiano la dinamica di partenza e atterraggio, la gestione della potenza del kite e la scelta di tavole e pinne. Per questo tanti rider scelgono un percorso misto: si costruisce la base sul Garda, poi si passa al mare per imparare a leggere il moto ondoso, come succede per chi decide di vivere un periodo tra kitesurf Lecce, Taranto e le spiagge del kitesurf Ionio e Adriatico.

Un vantaggio enorme del Garda è la regolarità stagionale del termico. Da primavera ad autunno, soprattutto nei mesi centrali, l’Ora entra con orari abbastanza prevedibili, permettendo di organizzare corsi, week-end e ferie con meno incognite. Non è una garanzia assoluta, ma statisticamente offre un buon numero di giornate rideabili per chi può arrivare anche solo dal venerdì alla domenica.

Per capire se sei più “da Garda” o “da mare” nella fase iniziale, tieni a mente alcuni punti:

  • Paura dell’onda: se ti mette ansia l’idea di affrontare anche solo mezzo metro di onda in partenza, il Garda è un’ottima scelta per toglierti le prime insicurezze.
  • Tempo a disposizione: se abiti nel nord Italia e puoi permetterti tanti week-end brevi, il lago è imbattibile per continuità.
  • Obiettivi a lungo termine: se sogni wave riding o downwind lunghi, dovrai comunque fare un passaggio al mare, magari in mete come il kitesurf Salento o la Sardegna.
  • Budget: combinare Garda e mare richiede pianificazione, ma spesso riduce lo spreco di viaggi lunghi in giornate senza vento.

Molti rider trovano un equilibrio personale. Usano il Lago di Garda per allenare tecnica, cambiare kite e tavole con facilità, testare materiali nuovi e lavorare sui dettagli. Poi dedicano periodi più lunghi al mare per imparare a sfruttare il vento onshore, side-on o side-off a seconda dello spot. Una rota che funziona bene anche per chi ama esplorare diversi miglior spot kitesurf Italia in una sola stagione.

In sintesi, il Garda non è “meglio” o “peggio” del mare. È uno strumento diverso, potente, che se usato con intelligenza può trasformare la tua progressione, preparandoti ad affrontare con più tranquillità qualsiasi spot, dal termico tranquillo al maestrale deciso.

Un percorso tipo: dal Garda al Salento e ritorno

Immagina un percorso lungo una stagione. In primavera inizi con un corso kitesurf Lago di Garda di qualche week-end: lavori su water start, prime bordate e controllo base del kite. In estate ti regali una settimana di mare, magari tra kitesurf Taranto e le spiagge low-tide dello Ionio, dove puoi mettere alla prova le abilità su acqua salata e magari una leggera onda di fondo.

Tornato al Garda, usi l’autunno per spingere sull’acceleratore: salti di base, transizioni in switch, prime prove di foil. Nel giro di pochi mesi passi da principiante timido a rider che sceglie lo spot in base al vento e non solo in base alle foto. Questo è il vero salto di qualità: smettere di subire le condizioni e iniziare a usarle a tuo favore.

Cosa aspettarsi da un corso kitesurf per principianti al Lago di Garda

Un corso kitesurf per principianti al Lago di Garda non è una passeggiata da brochure, ma un percorso concreto fatto di acqua in faccia, piccoli passi avanti e tanta soddisfazione quando finalmente la tavola sale in planata. Normalmente si parte da una mezza giornata (o giornata intera) di teoria e pratica a terra: impari a montare il kite, a capire come funziona il depower, a lanciare e atterrare in sicurezza. Poi si passa al body drag, trascinato dal kite senza tavola, per imparare a gestire il tiro e recuperare la board se la perdi.

La fase di water start è quella che tutti aspettano, ma è anche quella dove si vede la differenza tra una scuola organizzata e una improvvisata. Con i sistemi da barca tipici del Garda, hai l’istruttore vicino, pronto a farti ripetere il gesto fino a quando non diventa automatico: posizionare la tavola, portare il kite nella finestra, dare il colpo di barra giusto, sciogliere le gambe e lasciare che la trazione ti tiri su senza irrigidirti. Qui l’acqua piatta è un vantaggio enorme, perché ti concentri sul gesto senza dover gestire onde che spostano tavola e assetto.

Il ritmo tipico di una giornata di corso prevede un briefing iniziale, equipaggiamento e uscita in barca. Segue una lunga sessione in acqua, intervallata solo dal tempo necessario a dare feedback, cambiare kite o far riposare un po’ le braccia. A fine session c’è spesso un debriefing: si analizzano gli errori più comuni, si decide su cosa lavorare la volta successiva, si parla di meteo per i giorni seguenti.

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Per arrivare pronto al primo corso è utile una mini-checklist personale:

  • Preparazione fisica: non serve essere atleti, ma un minimo di resistenza e mobilità aiuta molto.
  • Comfort in acqua: saper nuotare bene e sentirsi a proprio agio con il giubbotto è fondamentale.
  • Apertura mentale: accettare che cadrai spesso e che fa parte del gioco, come in ogni sport di glisse.
  • Ascolto attivo: seguire davvero le indicazioni dell’istruttore, senza voler bruciare le tappe.

Le scuole serie non promettono di farti “volare” in due ore. Promettono invece un percorso realistico. In 6-8 ore di corso molti riescono già a fare bordate decenti in una direzione, qualcuno inizia a stringere un po’ il vento, altri hanno bisogno di più tempo. Non c’è una regola. Chi arriva con esperienza di snowboard o wakeboard di solito ha più confidenza con la tavola, ma nulla sostituisce la familiarità con il kite e con la lettura delle raffiche.

Chi viene da altre discipline di mare, come windsurf o vela leggera, spesso trova nel kitesurf una nuova dimensione. Il passaggio è particolarmente naturale per chi ha già giocato con il vento in posti come il kitesurf Sardegna o gli spot laziali di Roma, raccontati ad esempio nelle guide dedicate a kitesurf Roma spot e scuole. Al Garda queste esperienze trovano un terreno perfetto per essere consolidate e portate a un livello superiore.

Un buon corso per principianti termina sempre con due cose: un check onesto del livello raggiunto e consigli chiari su come proseguire. Uscite accompagnate? Noleggio assistito? Altro pacchetto lezioni? Oppure salto direttamente a un camp mare tipo kitesurf Salento? Senza questa visione, rischi di fermarti proprio quando le cose iniziavano a diventare interessanti.

Gli errori più comuni dei principianti (e come evitarli)

Chi inizia kitesurf al Lago di Garda tende a commettere alcuni errori ricorrenti. Il primo è tirare troppo la barra per paura di “perdere potenza”, finendo sovrapotenziato, rigido e fuori controllo. Il secondo è guardare i propri piedi o la tavola invece della direzione di marcia, bloccando letteralmente il corpo. Il terzo è voler saltare tappe: passare ai salti quando ancora non si bolina sicuri.

Le scuole migliori lavorano su questi aspetti con esercizi mirati: imparare a sentire il depower, praticare la posizione rilassata con ginocchia morbide, fare brevi bordate concentrandosi solo sulla direzione dello sguardo. A volte basta una frase chiara detta al momento giusto via radio per sbloccare una paura che ti porti dietro da ore. Il Garda, con la sua acqua relativamente “amichevole”, diventa così un laboratorio dove puoi sbagliare mille volte, sapendo che c’è sempre una barca pronta a riportarti nel punto giusto.

Dopo il corso al Garda: costruire la propria strada tra Italia, Salento e Mediterraneo

Una volta chiuso il primo corso kitesurf Lago di Garda, arriva il momento più delicato: non fermarsi. Il rischio è tornare in città, lasciare passare settimane o mesi, e ritrovarsi al punto di partenza. Per evitarlo, conviene programmare da subito le tappe successive. Può essere un altro week-end sul lago per consolidare, una settimana intera al mare, o un mix dei due in base al tempo e al budget.

L’Italia offre una varietà enorme di spot che si incastrano alla perfezione con la base tecnica costruita al Garda. Il kitesurf Salento, ad esempio, permette di passare dal kitesurf Adriatico allo Ionio in poche decine di chilometri, scegliendo ogni giorno il vento migliore. La Sardegna regala lagune piatte e reef esposti, la Sicilia aggiunge termici e tramontana, il Lazio apre a scenari urbani e coste più selvagge. Ogni tappa aggiunge un pezzo al puzzle, trasformando il semplice “saper partire” in un vero stile di vita.

Chi vuole approfondire la parte culturale e storica del kite può anche curiosare tra contenuti che raccontano il significato e la storia del kitesurf, per capire come questo sport sia passato da nicchia quasi sconosciuta a disciplina olimpica e simbolo di un certo modo di vivere il vento. Sapere da dove vengono certe manovre, perché alcuni spot sono diventati leggendari, aiuta a sentirsi parte di una comunità più ampia.

Per restare sul pezzo, molti rider scelgono di alternare corsi strutturati a momenti di pratica libera. Al Garda si torna per lavorare su tecnica e precisione, in Salento o in Sardegna per sperimentare condizioni nuove e magari serate lunghe a parlare di vento e session davanti a un piatto di pesce. In questo senso, il Lago di Garda diventa un po’ la “palestra-base” di un percorso che poi ti porta in giro per il Mediterraneo.

Alla fine, ciò che conta non è dove hai iniziato, ma quanto spesso riesci a tenere le mani sulla barra. Che sia il Peler del mattino, l’Ora del pomeriggio, il maestrale sardo o la termica salentina, il filo che unisce tutto è lo stesso: imparare a leggere il vento e a rispettarlo, senza farti illusioni ma senza smettere di cercare la prossima session. Il Garda, in questo mosaico di kitesurf Italia, ha conquistato il suo posto come punto di partenza solido e tecnico, perfetto per chi vuole smettere di guardare il kite da riva e iniziare davvero a glissare.

Quante ore servono per imparare kitesurf al Lago di Garda?

In media servono tra 6 e 12 ore di corso distribuite su più giornate per riuscire a fare le prime bordate in autonomia. Alcuni imparano più velocemente, altri hanno bisogno di più tempo: conta molto il tuo comfort in acqua, la tua forma fisica e la continuità delle session. L’importante è non fermarsi al primo pacchetto, ma programmare da subito come proseguire dopo le lezioni iniziali.

Meglio iniziare con un corso al Lago di Garda o direttamente al mare?

Dipende dal tuo profilo. Il Lago di Garda offre acqua più piatta e termici relativamente regolari, ideale per chi ha paura dell’onda o vive nel nord Italia e può organizzare molti week-end. Il mare è indispensabile se in futuro vuoi fare wave riding o downwind lunghi. Molti rider scelgono una combinazione: base tecnica al Garda, poi mare in spot come Salento o Sardegna per imparare a gestire onda e correnti.

Serve una preparazione fisica particolare per un corso kitesurf Garda?

Non serve essere super atleti, ma una buona resistenza generale e mobilità sono molto utili. Camminate, nuoto e un po’ di esercizi per core e spalle aiutano a reggere meglio le prime session, soprattutto quando cadi spesso e devi risalire in barca. Se fai già altri sport di tavola, come snowboard o wakeboard, avrai un piccolo vantaggio, ma non è obbligatorio.

Cosa devo portare per il mio primo corso kitesurf al Lago di Garda?

Di solito la scuola fornisce tutta l’attrezzatura tecnica: kite, barra, tavola, muta, giubbotto e casco. Tu devi portare costume, asciugamano, crema solare, acqua, snack energetici e un cambio asciutto per il dopo-session. Consigliati anche occhiali da sole galleggianti e, se sei freddoloso, una lycra o uno strato termico sottile da mettere sotto la muta nei periodi meno caldi.

Dopo il corso al Garda posso uscire da solo in altri spot?

Se al termine del corso riesci a controllare il kite in modo sicuro, fare water start e bordate con cambio direzione, puoi iniziare a pensare a uscite più autonome. Tuttavia, quando cambi spot – soprattutto andando al mare in posti come Salento o Sardegna – è saggio fare almeno una session di check con una scuola locale, per conoscere regole, pericoli e correnti. L’autonomia vera si costruisce con tempo, umiltà e una buona dose di rispetto per ogni nuovo spot.

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