Kitesurf Lago di Como: Spot e Condizioni di Vento

Il Lago di Como non è solo ville storiche e scorci da cartolina. Quando la Breva entra decisa da Sud e il Tivano spinge da Nord al mattino, questo bacino alpino si trasforma in una vera autostrada di vento per chi ama il kite. Tra Dervio, Cremia, Colico e Gera Lario il lago si stringe, il famoso “effetto Venturi” intensifica le raffiche e l’acqua rimane abbastanza piatta per lanciarsi in bordi lunghi e puliti. Chi cerca il miglior spot kitesurf Italia lontano dal mare resta spesso sorpreso da quanto sia affidabile il vento qui tra primavera e autunno.

Nel nord del lago, il cielo velato verso il ramo di Lecco, il promontorio di Bellagio che scompare nella foschia, le prime increspature sull’acqua: sono tutti segnali che i locals leggono come un libro aperto. Chi arriva da fuori spesso sceglie basandosi sulle foto dei social, ma chi vive il vento ogni giorno guarda solo la direzione e la stabilità. Il kitesurf Lago di Como funziona proprio così: se capisci il respiro del Lario, puoi programmare sessioni da marzo a ottobre con una frequenza che ricorda certi spot marini del Mediterraneo.

In breve

  • Periodo migliore: da marzo a ottobre, con massima affidabilità del vento tra aprile e settembre.
  • Venti protagonisti: Breva termica da Sud nel pomeriggio, Tivano da Nord/Nord-Est all’alba.
  • Zone top per il kite: Alto Lario (Dervio, Cremia, Colico, Gera Lario, Sorico), più alcune aree vento-dipendenti verso Mandello.
  • Livelli consigliati: Lago adatto da intermedio a avanzato, ma con scuole e barche d’appoggio che rendono gestibile anche il kitesurf per principianti.
  • Acqua: tendenzialmente piatta o leggermente chop, ideale per imparare manovre e salti controllati.
  • Chiave di lettura: capire i segnali della Breva e del Tivano vale più di qualsiasi app meteo.

Kitesurf Lago di Como: perché l’Alto Lario è uno spot di vento così affidabile

Chi arriva sull’Alto Lario la prima volta vede montagne verticali che cadono dentro il lago, paesini incastrati tra roccia e acqua, e pensa subito: “Ok, bello. Ma come può essere uno spot da kite?”. La risposta sta proprio in questa orografia estrema, che crea corridoi di vento unici, con la Breva che si incanala tra Dervio e Colico fino a toccare spesso 20 nodi regolari.

Le scuole di zona parlano di giornate rideabili in oltre il 90% del periodo tra aprile e ottobre. Non è magia, sono termiche solide, alimentate dal contrasto tra la pianura padana e le valli alpine come Valtellina e Valchiavenna. Quando in valle l’aria si scalda e sale, quella più fresca sul lago viene “risucchiata” verso Nord, dando vita alla Breva: un vento disteso, teso ma non cattivo, perfetto per sessioni di imparare kitesurf in sicurezza con supporto barca.

La zona storicamente più attiva per kite e windsurf è proprio l’Alto Lario: Colico, Gera Lario, Dervio, Cremia, Sorico. Qui il lago si stringe e l’effetto Venturi amplifica la termica. I riders come Luca, un allievo che ha iniziato in Puglia e ora organizza ogni anno le sue kitesurf vacanze sul Lario, raccontano sessioni quasi quotidiane in tarda primavera, con 15–20 nodi costanti e acqua ancora fredda che aiuta a mantenere il gradiente termico ideale.

Durante l’alta stagione estiva l’acqua del lago si scalda e la differenza termica cala. Potresti pensare che il gioco sia finito, invece entra in scena un altro alleato: qualche giorno di vento da Nord o un temporale deciso rimescola l’acqua, riportando in superficie masse più fredde. Il risultato? Nuovi cicli di Breva che ripartono quando sembrava tutto spento, spesso proprio nei weekend in cui i rider hanno pianificato la loro fuga dal lavoro.

La chiave per leggerlo bene è abituarsi a osservare. Foschia verso il ramo di Lecco al mattino, promontorio di Bellagio che sparisce, cielo terso sulle valli: sono indicatori che una Breva forte potrebbe costruirsi nel pomeriggio, soprattutto sull’asse Dervio–Colico. In assenza di foschia, meglio tenere un piano B, magari un giro training o una sessione foil con kite più grande.

Chi viene dal kitesurf Salento, dal kitesurf Adriatico o dallo Ionio, nota subito una differenza: al Lago di Como il vento non esplode quasi mai in modo violento da zero a trenta nodi. Sali piano, si distende, lascia tempo di adattare vela e assetto. Questo rende il Lario uno spot intelligente per chi vuole crescere dalla fase “post-corso” all’intermedio sicuro.

L’Alto Lario si riconosce quindi come una delle combinazioni più equilibrate tra vento prevedibile, logistica di scuole e barche d’appoggio, e scenario naturale. Chi impara qui porta poi questa lettura fine del vento anche su altri spot di kitesurf Italia, dal Tirreno alla Puglia.

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Quando scegliere il Lago di Como rispetto al mare

Molti riders si chiedono: “Se posso andare al mare, perché dovrei salire fino al lago?”. La risposta sta nella regolarità delle termiche e nella possibilità di concentrare in pochi giorni tante ore di navigazione, spesso con acqua relativamente piatta.

Per esempio, un long weekend di tre giorni sul Lario in tarda primavera può regalarti: Tivano al mattino per allenare edging e controllo con vento da Nord più fresco, pausa pranzo sulla riva e poi Breva piena il pomeriggio, con setup twin-tip ideale tra 12 e 9 metri a seconda del peso. Un ciclo quasi scolastico, perfetto per chi vuole davvero progredire, non solo “fare una vacanza”.

Se ti piace l’idea di variare spot, puoi confrontare le condizioni del Lago di Como con altri bacini ventilati visitando anche contenuti come il focus sul kitesurf in Liguria e i suoi spot di vento. Capisci subito quanto il Lario sia competitivo, soprattutto se ami lavorare su salti controllati, transizioni pulite e primi tricks.

Il punto forte di questa zona resta quindi l’equilibrio: non è uno spot estremo da tempesta, ma un “campo scuola avanzato” dove il vento termico ti accompagna passo passo verso un livello più alto.

Spot kitesurf Lago di Como: Dervio, Colico, Gera Lario, Mandello e dintorni

Una cosa va detta chiara: sul Lago di Como non tutte le spiagge sono adatte al kite. Molte sono strette, piene di boe, moli, imbarcazioni e bagnanti. Per questo le scuole hanno sviluppato un sistema molto efficiente di lancio assistito dall’acqua con barche d’appoggio, soprattutto per chi affronta il kitesurf per principianti.

Gli spot più frequentati stanno tra l’Alto Lario e alcuni tratti strategici del ramo lecchese. Osserviamo alcuni di questi luoghi dal punto di vista di un rider che vuole massimizzare il tempo in acqua, come Martina, che prepara le sue settimane intensive alternando mare e lago per affinare la tecnica.

A Nord spiccano Colico e Gera Lario, con paesaggi aperti, scole di scuola kitesurf ben organizzate e spazi d’acqua generosi. Quando la Breva entra pulita da Sud, la superficie rimane relativamente liscia, perfetta per bordi lunghi e regolari. Proseguendo verso Sorico, la zona de “La Punta” offre acqua poco profonda e termiche che si distendono bene sul bacino.

Più a Sud, nella zona di Dervio e Cremia, il lago si restringe e l’effetto Venturi può regalare qualche nodo in più, rendendo queste aree molto interessanti per riders che amano vento pieno e progressivo. Qui, però, la logistica di lancio è ancora più delicata: spesso si parte direttamente dall’acqua con supporto barca, cosa che per un principiante può sembrare complessa ma in realtà aumenta la sicurezza, evitando zone affollate di bagnanti.

Verso Mandello e il ramo di Lecco, la situazione diventa più tecnica. Il Tivano trova qui una delle sue massime espressioni al mattino presto, con venti da Nord/Nord-Est che scivolano lungo le montagne. Queste zone sono meno immediate per chi inizia, ma affascinanti per chi ha già una buona gestione del kite in partenza dall’acqua e si sveglia volentieri all’alba per sfruttare 2–3 ore di vento pulito.

Per orientarti tra le varie aree, può essere utile uno schema sintetico.

Zona / Spot Vento principale Livello consigliato Caratteristiche acqua Punti di forza
Colico / Gera Lario Breva da Sud, Tivano leggero Intermedio – Avanzato, con supporto per principianti Piatto / leggero chop Spazio ampio, scuole attive, termiche regolari
Dervio / Cremia Breva rinforzata (effetto Venturi) Intermedio solido – Avanzato Piatto con raffiche localizzate Vento spesso più intenso, ideale per salti e tricks
Sorico – La Punta Breva da Sud Intermedio Acque basse in parte, chop moderato Buona gestione della profondità, atmosfera rilassata
Mandello / ramo di Lecco Tivano da Nord/Nord-Est Intermedio – Avanzato Più mosso con vento forte Sessioni mattutine potenti, paesaggio spettacolare

Questa distribuzione degli spot rende il Lago di Como molto versatile. Chi viene da realtà come il kitesurf Taranto o il kitesurf Lecce trova qui un ambiente diverso ma complementare: meno onde, più focus su controllo della tavola, edging, pop e landings puliti.

Se stai organizzando un viaggio combinato mare-lago in kitesurf Italia, puoi anche studiare cosa offre l’Adriatico in parallelo, ad esempio attraverso guide specifiche sul kitesurf sull’Adriatico e i suoi spot principali. L’idea è usare il Lario come palestra tecnica e poi trasferire quanto imparato sugli spot marini più esigenti.

Elementi da valutare quando scegli lo spot sul Lago di Como

Per non ritrovarti nel posto sbagliato al momento sbagliato, conviene farti una piccola check-list mentale ogni volta che programmi la sessione:

  • Direzione e intensità previste: Breva forte? Meglio Dervio/Colico. Tivano deciso? Valuta ramo lecchese.
  • Orario di arrivo: se arrivi tardi, la termica potrebbe già essere in calo, soprattutto a fine stagione.
  • Supporto nautico: per principianti o per giornate di vento incerto, meglio spot con barca di recupero.
  • Affollamento: weekend e festività possono riempire lo spot, pianifica orari meno gettonati.
  • Livello personale: spot ventosi con spazi ridotti non sono il luogo giusto per il primissimo water start.

Questi dettagli, se presi sul serio, trasformano una giornata qualunque in un allenamento mirato, invece che in una lotta continua contro condizioni non adatte.

Venti del Lago di Como: Breva, Tivano, Garzeno e venti da Nord spiegati per chi fa kite

Capire davvero il vento sul Lago di Como significa smettere di guardare solo numeri su un’app e iniziare ad ascoltare cosa succede tra pianura, valli e superficie del lago. Qui non si parla solo di “vento forte” o “vento debole”, ma di dinamiche termiche che si ripetono quasi come un rituale.

La coppia principale è Breva – Tivano. Entrambi sono venti termici, generati dalla differenza di temperatura tra il lago, la valle e la pianura. Il Tivano è il vento notturno/mattutino che scende da Nord/Nord-Est, attivo soprattutto nel ramo lecchese e nella zona di Valmadrera. Inizia circa tre ore dopo il tramonto, aumenta nelle prime ore del mattino e poi cala verso le 10:30–11, quando il sole scalda anche l’acqua del lago e il gradiente di pressione si annulla.

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La Breva invece è la vera regina delle sessioni di kitesurf. Nasce come vento diurno nel semestre caldo, spira da Sud e prende il posto del Tivano quando il sole si alza. In primavera può iniziare anche verso le 11, in piena estate tende ad entrare più tardi, nel primo pomeriggio, e si spegne al tramonto. In giornate ideali, con cielo limpido sulla Valtellina e Valchiavenna e acqua ancora relativamente fresca, la Breva raggiunge facilmente 15–20 nodi, arrivando nei casi migliori anche a 25 nodi lungo l’asse Dervio–Colico.

I rider più attenti usano alcuni segnali visivi per anticipare la qualità della termica. Una foschia densa verso il ramo di Lecco di solito indica una Breva più intensa: più il promontorio di Bellagio sparisce alla vista, più è probabile che il vento salga bene. Foschia assente? Probabilità alta di Breva debole o nulla. Questi segnali, incrociati con le previsioni, danno una lettura quasi chirurgica della giornata.

Esistono poi i venti di ricaduta, situazioni particolari che si presentano con cieli nuvolosi o temporali localizzati in Valtellina e Alto Lago, mentre la pianura verso Sud rimane più calda e soleggiata. L’aria fredda in quota “ricade” verso il lago, creando episodi di vento deciso, talvolta sopra i 25 nodi, soprattutto negli spot più a Sud. Questi scenari sono meno prevedibili e vanno affrontati con attrezzatura adeguata e un occhio attento a raffiche e salti di direzione.

C’è poi il Garzeno (o Garzenasco), vento che scende dalla valle Albano, spesso collegato a temporali pomeridiani sopra Dongo. Entra nel tardo pomeriggio, regalando sessioni pre-serali cariche di adrenalina, soprattutto per chi ama sfruttare salti con spinta extra. È un vento più “di occasione”, ma chi conosce bene lo spot sa riconoscerne l’arrivo.

Infine, i venti da Nord di perturbazione non vanno confusi con il Tivano. Sono collegati a configurazioni di alta pressione a Nord delle Alpi e bassa pressione a Sud, spesso in scia a una perturbazione atlantica. Possono durare da uno a tre giorni, a volte di più, e generare episodi molto forti, ma spesso rafficati. Per il kite questo significa sessioni toste, da affrontare solo se hai solido controllo di vela e tavola e se lo spot scelto offre spazi e sicurezza adeguati.

Conoscere tutte queste sfumature permette di decidere non solo “se” entrare in acqua, ma anche con che setup, in quale zona del lago, e che tipo di sessione aspettarti: training tecnico su acqua piatta, jump session con più spinta o uscite di pura resistenza.

Come leggere le condizioni per evitare sorprese

Molti riders si affidano solo alle app meteo, ma sul Lago di Como i locals combinano almeno tre elementi per avere un quadro affidabile:

  • Osservazione diretta: foschia, nuvolosità sulle valli, temperature mattutine, stato dell’acqua.
  • Modelli previsionali: consultare più di una fonte, in particolare per termiche e gradienti di pressione.
  • Storia recente del lago: negli ultimi giorni ci sono stati venti da Nord forti? Temporali intensi? Ciò cambia la temperatura dell’acqua e quindi la forza della Breva.

Un rider che, come Marco, si è formato tra kitesurf Ionio e laghi del Nord Italia, impara presto che il Lario premia chi osserva. Più tempo passi a leggere cielo e acqua, più facile diventa pianificare sessioni potenti senza farti sorprendere da buchi o raffiche ingestibili.

Kitesurf per principianti sul Lago di Como: corsi, sicurezza, gestione del vento

Il Lago di Como è spesso presentato come spot da livello intermedio in su, ma questo non significa che chi è alle prime armi debba rinunciare. Al contrario, le scuole che lavorano qui hanno sviluppato una metodologia molto strutturata per il corso kitesurf, con largo uso di barche d’appoggio e sistemi di recupero.

Per chi vuole imparare kitesurf da zero, il Lario offre un vantaggio chiave: vento termico relativamente prevedibile, che entra in fasce orarie abbastanza regolari. Questo permette di pianificare le lezioni in finestre specifiche, quando la Breva è già stabile ma non ancora al massimo della potenza. Gli istruttori possono così scegliere vele di misura adeguata e accompagnarti in acqua con la sicurezza di avere spazio libero e supporto nautico immediato.

Il processo tipico per un principiante prevede: teoria a terra su vento, finestra di volo e sicurezza, gestione del kite in spiaggia o in acque basse quando possibile, poi passaggio rapido su barca per esercizi di body drag e primi water start in mezzo al lago, dove i margini di errore sono molto più ampi. In questo modo eventuali errori di controllo non si trasformano in impatti contro scogli o boe, ma in semplici cadute gestite dall’istruttore.

Per capire meglio come affrontare i primi passi, molti riders consultano guide specifiche dedicate al kitesurf per principianti e ai consigli essenziali per iniziare. Una volta chiariti i concetti base, il Lago di Como diventa un terreno ideale per trasformare la teoria in pratica, grazie alla combinazione di vento dolce ma presente e supervisione costante.

Una cosa che le scuole locali ripetono spesso è il rispetto assoluto per il vento termico. La Breva non è violenta, ma non va sottovalutata. Se arrivi in tarda mattinata con vento ancora debole e scegli una vela troppo grande “perché tanto non tira”, rischi di ritrovarti sovrainvelato due ore dopo. Per questo gli istruttori insistono su check regolari dell’evoluzione del vento, insegnando fin da subito a ridimensionare setup e aspettative.

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Un altro punto chiave è la gestione della temperatura. Nonostante il sole, l’acqua del lago può restare fredda a lungo, soprattutto in primavera. Mute adeguate, almeno 4/3 o 5/4 con eventuali accessori, sono indispensabili per non finire stremato dopo pochi body drag. Chi arriva dal kitesurf Egitto Mar Rosso o da spot tropicali rimane spesso spiazzato da quanto velocemente il freddo in acqua consumi energie e concentrazione.

La sicurezza, naturalmente, non si ferma all’abbigliamento. È fondamentale comprendere e rispettare alcune regole di base, come spiegano molti approfondimenti dedicati al kitesurf e alle regole di sicurezza in acqua e a terra. Sul Lago di Como questo significa: ascoltare sempre le indicazioni dello staff nautico, non gonfiare e lanciare in aree non autorizzate, mantenere distanze generose da barche, boe e swimmer.

Come strutturare la tua progressione dal primo water start al riding sicuro

Per sfruttare al massimo le condizioni del Lago di Como, la progressione ideale del principiante potrebbe seguire uno schema di questo tipo:

  • Fase 1 – Controllo del kite: esercizi di volo a terra o in acque basse, comprensione della finestra, rilancio, utilizzo del quick release.
  • Fase 2 – Body drag: training dall’acqua, upwind body drag per recupero tavola, controllo del corpo in assetto orizzontale.
  • Fase 3 – Primi water start: scelta di vele più tolleranti, pratica in zona assistita, apprendimento delle partenze su entrambe le mura.
  • Fase 4 – Bordi corti controllati: lavorare su postura, edging e controllo della velocità, senza ancora puntare alla bolina stretta.
  • Fase 5 – Bolina e rientro autonomo: imparare a risalire il vento, gestire transizioni base e rientrare nel punto previsto con costanza.

Ogni fase beneficia di un vento termico regolare come la Breva. Non serve strafare: meglio sessioni brevi e mirate, con un obiettivo chiaro, che giornate infinite di tentativi casuali. Il Lario premia chi lo prende come una vera scuola, non come un semplice parco giochi.

Come preparare una vacanza kite sul Lago di Como e collegarla ad altri spot in Italia

Organizzare una settimana di kitesurf vacanze sul Lago di Como significa incastrare vento, logistica e budget in modo intelligente. Il bacino è circondato da borghi turistici famosi, ma chi viene qui per il kite deve ragionare al contrario rispetto al turismo classico: prima si sceglie lo spot, poi l’alloggio, non il contrario.

Un approccio pratico è quello di fissare la base tra Colico e Gera Lario se il focus è massimizzare la Breva pomeridiana, oppure avvicinarsi al ramo lecchese se si punta forte sulle sessioni mattutine di Tivano. Da lì ci si muove in auto o in barca verso lo spot del giorno, seguendo le indicazioni delle scuole e delle previsioni locali.

Molti riders costruiscono veri e propri “tour del vento” in kitesurf Italia: qualche giorno sul Lario, poi trasferimento verso la Puglia, la Sardegna o la Liguria. Il Lago di Como in questo schema diventa la parte tecnica del viaggio, dove si lavora su controllo e precisione, mentre i mari del Sud e delle isole soddisfano la voglia di onde, acqua calda e tramonti infuocati.

Chi vive il kitesurf Salento, tra kitesurf Ionio e kitesurf Adriatico, trova affascinante l’idea di alternare sessioni mediterranee con giornate alpine sul Lario. Il contrasto è netto ma armonico: da una parte acque salate, mare aperto e grandi spazi, dall’altra un lago incastonato tra montagne, con venti termici che sembrano fatti apposta per costruire confidenza con la propria attrezzatura.

Un aspetto spesso sottovalutato è la gestione del materiale. Sul Lago di Como esistono noleggi e centri attrezzati, ma chi viaggia con la propria attrezzatura deve considerare volumi e pesi con attenzione, soprattutto se il tour include altri spot italiani o europei. In questi casi, valutare anche il mercato di kitesurf usato e le dritte su come scegliere e cosa controllare prima dell’acquisto può aiutare a costruire un quiver più versatile e leggero.

Molti riders, dopo aver testato il Lario, si spingono a confrontarlo con altri spot di lago o di mare ad alta affidabilità in Europa, come alcune zone della Croazia o della costa ligure. In tutti i casi, la costante resta la stessa: senza una buona lettura del vento, lo spot migliore perde metà del suo potenziale.

Checklist pratica per una settimana di kite sul Lago di Como

Per chi vuole passare dall’idea all’azione, una lista concreta aiuta a evitare sorprese:

  • Attrezzatura base: 2–3 vele coprendo indicativamente dai 9 ai 14 m (in base al peso), twin-tip versatile, eventuale foil se si punta a sfruttare termiche leggere.
  • Muta: 4/3 o 5/4 con scarpette in primavera e autunno; in estate valuta comunque una 3/2 se sei freddoloso.
  • Logistica spot: contatti di almeno una scuola kitesurf locale per assistenza, informazioni aggiornate e boat service.
  • Studio del vento: consultare quotidianamente previsioni specifiche per Breva e Tivano, più osservazione diretta al mattino.
  • Piano B: giornate senza vento? SUP, trekking o semplicemente recupero fisico: il corpo ringrazia e la sessione successiva sarà più forte.

Preparare la vacanza in questo modo significa arrivare sul Lario già mentalmente sintonizzato con il suo ritmo: calma al mattino, build-up della termica, energia in acqua, decompressione a fine giornata. Esattamente il tipo di routine che fa crescere un rider senza bruciarlo.

Qual è il periodo migliore per fare kitesurf sul Lago di Como?

Il periodo più affidabile per il kitesurf sul Lago di Como va da marzo a ottobre, con un picco di costanza tra aprile e settembre. In questi mesi Breva e Tivano lavorano con maggiore regolarità, permettendo di programmare sessioni quasi quotidiane, soprattutto nell’Alto Lario tra Dervio, Colico e Gera Lario. In inverno si possono avere uscite sporadiche con Tivano o venti da Nord, ma richiedono attrezzatura termica seria e una buona esperienza.

Il Lago di Como è adatto ai principianti di kitesurf?

È possibile iniziare sul Lago di Como, ma solo affidandosi a una scuola strutturata con barca d’appoggio. Lo spot naturale è più adatto a livelli da intermedio in su, ma proprio grazie alle barche, agli istruttori e alle procedure di sicurezza, i principianti possono imparare in acqua aperta senza ostacoli, lavorando su body drag e water start in un ambiente controllato.

Che tipo di attrezzatura serve per il kitesurf sul Lago di Como?

In genere bastano 2–3 vele per coprire un range medio tra 12–14 m e 8–10 m, a seconda del tuo peso e del periodo dell’anno. Una twin-tip allround è la scelta più logica, mentre il foil diventa interessante nelle giornate di termica più leggera. La muta va scelta tenendo conto che l’acqua del lago è spesso fresca: 4/3 o 5/4 in primavera/autunno, 3/2 in estate se non sei troppo sensibile al freddo.

Come faccio a capire se la Breva entrerà forte nel pomeriggio?

Osserva la foschia verso il ramo di Lecco al mattino: se il promontorio di Bellagio è poco visibile e l’aria appare densa, è un segnale di Breva potenzialmente intensa. Incrocia questi segnali con le previsioni meteo e tieni conto della temperatura dell’acqua: più è fredda rispetto alla terra, più il gradiente termico favorisce un vento termico forte e disteso, specialmente sull’asse Dervio–Colico.

Serve per forza una scuola o posso lanciare da solo?

Sul Lago di Como è altamente consigliato appoggiarsi a una scuola o a un centro specializzato, soprattutto se non conosci bene gli spot. Molte aree non sono adatte a un lancio indipendente da riva per via di spazi stretti, ostacoli, barche e bagnanti. I centri organizzano partenze e recuperi in barca, aumentando la sicurezza per te e per chi ti sta intorno.

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