Kitesurf: Le Migliori Destinazioni per Ogni Mese dell’Anno

Dodici mesi, dodici direzioni di vento, decine di spot che cambiano volto a seconda della stagione. Il bello del kitesurf è che, se ti organizzi bene, puoi inseguire l’“estate infinita” senza dover diventare un nomade estremo del vento. Il trucco non è avere il passaporto sempre in mano, ma capire quali sono le migliori destinazioni kitesurf per ogni mese dell’anno, come si incastrano con il tuo livello e come leggere meteo e logistica senza farti fregare da foto patinate sui social.

Da Tarifa a El Gouna, da Maui a Zanzibar, passando per la Sicilia, il Salento e i classici del kitesurf Italia, ogni periodo ha i suoi protagonisti. Gennaio e febbraio chiamano gli alisei, l’inverno europeo spinge verso Caraibi e Brasile, mentre l’estate mediterranea esplode tra Puglia, Grecia, Francia e spot oceanici più impegnativi. L’obiettivo non è solo farti sognare, ma darti una mappa concreta: dove andare, quando, con che vento, che difficoltà aspettarti in acqua e a chi conviene davvero ogni meta.

In breve

  • Inverno (gennaio–marzo): alisei affidabili tra Caraibi, Brasile, Hawaii, Zanzibar e Sudafrica per chi vuole acqua calda e vento forte.
  • Primavera (aprile–giugno): Mediterraneo che si riaccende con Marocco, Egitto, Sicilia, Grecia, Turchia e i primi grandi classici europei come Tarifa e Leucate.
  • Estate (luglio–settembre): pieno regime per kitesurf Italia tra Sicilia, spot kitesurf Puglia, Calabria, ma anche Dakhla ed Egitto per chi vuole vento quotidiano.
  • Autunno (ottobre–dicembre): Mar Rosso ancora caldo, Sudafrica che entra in stagione, Brasile e Canarie come soluzione “tu-prendi-il-kite-e-parti”.
  • Per chi inizia: scegli spot con lagune piatte, scuole serie e vento non estremo; per uno sguardo completo su kitesurf per principianti e sicurezza, dai un’occhiata anche a questa guida pratica all’assicurazione kitesurf.

Kitesurf invernale (gennaio–marzo): alisei, acqua calda e primi viaggi “seri”

Quando a casa tremi con la felpa e il cappuccio, altrove si ride in lycra. I mesi da gennaio a marzo sono perfetti per cercare vento costante fuori dall’Europa, sfruttando gli alisei tropicali. È il periodo in cui molti rider organizzano il primo vero viaggio kite “lungo raggio”.

Per gennaio, uno dei nomi che torna sempre è Tarifa, nel sud della Spagna. Anche d’inverno il Levante può entrare bello deciso, ma la temperatura dell’acqua richiede muta seria. Tarifa è un laboratorio continuo: long beach, venti forti, lifestyle da kite town e un mix di scuole e noleggi che rende semplice organizzarsi, purché tu accetti qualche giorno off se le perturbazioni giocano sporco. A chi conviene? A chi ha già il water start sicuro, vuole progressione nel vento forte e ama l’energia delle città del vento.

Chi cerca acqua calda e onde più dolci sposta lo sguardo verso Caraibi e Brasile. Nomi come Cabarete (Repubblica Dominicana) e Cumbuco (Brasile) restano punti fermi: baie ampie, reef che proteggono, lagune interne dove fare freestyle in sicurezza. Qui il concetto di “giornata no wind” è raro in questo periodo. L’atmosfera è rilassata, ma il vento non scherza: perfetto per passare dalle prime bordate a virate e salti base.

A febbraio entra in scena un gigante: Cape Town, Sudafrica. L’estate australe è nel pieno, e la combinazione di swell atlantico e vento termico crea un parco giochi per chi ama salti grossi e onde serie. Bloubergstrand è l’icona, con la Table Mountain che riempie l’orizzonte. Non è lo spot da consigliare per chi sta imparando il body drag: qui la priorità ce l’hanno rider solidi con buon controllo della tavola e sicuri nel gestire raffiche importanti. Per chi c’è già stato, però, torna sempre nella lista di “posti da rifare”.

Parallelamente, febbraio e marzo sono il cuore della stagione a La Ventana, in Bassa California (Messico). Vento termico regolare, acqua turchese, comunità kite super compatta. Ideale se ti piace uno stile di vita semplice, giornate scandite solo da vento, tacos e cene tra rider. La Ventana funziona bene anche per famiglie e principianti, grazie alle baie più riparate e allo spazio in acqua.

Marzo è anche il mese che spinge molti a guardare alle Hawaii, in particolare Maui. Qui entra in gioco il wave riding vero: reef, swell consistente, vento da gestire con rispetto. Chi viene per la prima volta spesso alterna lezioni in spot più semplici a sessioni di osservazione nei punti più famosi, perché vedere dal vivo chi spinge forte tra kite e windsurf cambia completamente la percezione di cosa sia possibile su una board.

Per chi preferisce l’Africa orientale, Zanzibar inizia a entrare in finestra. Le lunghe lingue di sabbia bianca e le lagune trasparenti permettono di avere sempre “la profondità giusta” per imparare o progredire, con vento che cresce nel corso della giornata. È il classico scenario in cui al mattino ti eserciti su partenze e bordi controllati, e al pomeriggio inizi a provare i primi salti.

Il filo comune dell’inverno è semplice: alisei affidabili e acqua calda. Se hai ferie limitate, valuta spot dove il vento statisticamente supera il 60–70% di giorni utili nel periodo. E tieni a mente la sicurezza: prima di prenotare destinazioni come Venezuela o alcune zone del Marocco (Dakhla, Laayoune), controlla sempre gli avvisi aggiornati del Ministero degli Esteri e cosa copre la tua polizza.

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Chiude questa prima parte un consiglio chiaro: in inverno, meglio un viaggio un po’ più lontano ma in piena stagione, che un compromesso vicino con vento incerto.

Primavera kite (aprile–giugno): Mediterraneo che si riaccende e giochi di vento

Con l’arrivo di aprile la bussola torna a guardare il Mediterraneo. Le giornate si allungano, l’acqua si scalda piano e cominciano a lavorare i termici che faranno la felicità dei rider fino all’autunno. Qui entra in gioco la scelta fine: kitesurf Italia, Grecia, Turchia, Marocco, Egitto… ogni area ha il suo carattere.

Aprile è il mese perfetto per chi ama combinare viaggio e progressione tecnica. Dakhla, in Marocco, rimane una delle lagune più citate di sempre: chilometri di acqua piatta, vento molto regolare, scuole ovunque. È un campo di allenamento ideale per chi vuole lavorare su manovre nuove in sicurezza. Allo stesso tempo, proprio perché è una destinazione più “sensibile”, conviene sempre verificare prima la situazione del Paese e cosa dicono Farnesina e assicurazione: non tutte le polizze coprono zone sconsigliate.

Spostandoti sul Mar Rosso, El Gouna e Hurghada in Egitto entrano nella loro fase migliore tra aprile e giugno. Lagune basse, vento generoso, infrastrutture collaudate: è qui che tanti fanno il primo vero corso kitesurf completo con scuola, alloggio e noleggio nello stesso pacchetto. Le giornate scorrono tra lezioni, downwinder soft organizzati e grigliate serali con la crew locale.

Magio segna la rinascita dei grandi classici del kitesurf Italia. In prima fila c’è la Sicilia, con lo Stagnone di Marsala come mecca per chi vuole acqua piatta e venti costanti. Lagune ampie, fondale basso, vento termico che si accende a metà giornata: condizioni che permettono a principianti e intermedi di sentirsi subito a proprio agio. Per un focus specifico sui migliori spot isolani e come organizzarti, può esserti utile questa guida dedicata al kitesurf in Sicilia sud.

In parallelo, Grecia e Turchia iniziano a entrare in gioco. Lefkada e Paros offrono un mix interessante: spiagge comode, venti termici regolari, atmosfera rilassata che si presta bene anche a chi viaggia in coppia o con amici non kiter. In Turchia, la baia di Gökova è un esempio di spot ben organizzato: acqua piatta, venti side-on e ampi spazi in cui allenarsi senza stress.

Giugno, infine, è il mese in cui l’Europa occidentale si accende davvero. Tarifa torna protagonista con il suo titolo di “capitale del vento”, ma guadagnano spazio anche spot come Leucate in Francia, famosa per la tramontana tesa e lo stile freeride/freestyle, e Hood River negli USA, lungo il Columbia River, che mette insieme venti consistenti e paesaggio fuori scala.

In questi mesi, chi punta al kitesurf Salento inizia a monitorare con attenzione il vento Salento tra Adriatico e Ionio. Anche se la stagione forte è più avanti, aprile–giugno è un buon momento per i primi weekend lunghi tra kitesurf Lecce, spot kitesurf Puglia e prime prove per chi vuole imparare kitesurf con acqua più gestibile rispetto ai picchi estivi.

Per orientarti tra tutte queste opzioni, un aiuto concreto può venire da una tabella che incrocia periodo, tipo di spot e livello consigliato.

Mese Area Tipo di spot Livello consigliato
Aprile Dakhla (Marocco) Laguna piatta, vento forte Intermedio–avanzato
Aprile–Maggio El Gouna / Hurghada (Egitto) Lagune basse, vento medio Principiante–intermedio
Maggio Sicilia (Stagnone) Laguna piatta, vento termico Principiante–avanzato
Maggio–Giugno Lefkada / Paros (Grecia) Misto onda leggera / chop Intermedio
Giugno Tarifa / Leucate Mare aperto, vento forte Intermedio–avanzato

Per interpretare correttamente previsioni e modelli, e capire perché un termico “salta” o un Maestrale rinforza oltre i nodi previsti, merita una lettura anche questa risorsa tecnica sulla meteo e il vento nel kitesurf. Capire l’aria è il primo vero upgrade del tuo riding.

La chiave di primavera è scegliere spot con termici affidabili e tanta acqua piatta, così da arrivare all’estate con una sicurezza sulla tavola che ti farà godere ogni raffica.

Estate (luglio–settembre): Italia, Puglia, Sicilia e grandi classici ventosi

L’estate, quella vera, è il momento in cui l’Europa smette di guardare lontano e scopre quanto il miglior spot kitesurf Italia spesso sia a poche ore di auto o volo. Tra kitesurf Adriatico, kitesurf Ionio, isole e lagune, da luglio a settembre puoi costruirti un calendario quasi pieno solo restando nel Mediterraneo.

A luglio il Marocco continua a sfornare giornate ventose, con Dakhla ancora al centro della scena per chi vuole forte intensità e lunghe sessioni in laguna. Ma chi preferisce restare più vicino di casa ha davanti un ventaglio di scelte in Italia: la Sicilia continua la sua stagione forte, con lo Stagnone e gli spot della costa sud che offrono vento più che generoso, spesso fino a tardo pomeriggio. Agosto e settembre sono perfetti per combinare cultura, cucina e acqua piatta.

Nel frattempo, il kitesurf Salento diventa una delle carte più interessanti nel mazzo. Con due mari a disposizione, kitesurf Adriatico e kitesurf Ionio, si gioca di strategia: se entra il Maestrale si guarda al lato ionico, se soffia lo Scirocco si ruota verso l’Adriatico. Tra kitesurf Lecce e kitesurf Taranto, con spot distribuiti lungo entrambe le coste, si passa dall’acqua piatta perfetta per freestyle a onde più lunghe per chi vuole lavorare sul surf da strapless.

Per chi preferisce i grandi laghi del sud, la Calabria guadagna punti, soprattutto con spot come Gizzeria che è ormai un riferimento per l’estate: venti termici regolari, acqua piatta, eventi e gare che richiamano rider da tutta Europa.

In pieno agosto, mentre le spiagge si riempiono, molti rider cercano destinazioni dove il vento soffia deciso ma la gestione in acqua resta relativamente tranquilla. È qui che entra forte il Mar Rosso con Hurghada ed El Gouna, che continuano a garantire venti affidabili, acqua calda e logistica semplice anche per chi viaggia con la famiglia.

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A settembre, quando la calca in spiaggia si calma, l’Europa mostra forse il suo volto migliore: acqua ancora calda, giornate piene ma senza il caldo opprimente di agosto, venti spesso più regolari. Dakhla torna a essere una scelta intelligente per chi vuole allenarsi in modo intensivo con meno folla. In Italia, settembre è uno dei mesi più amati per il kitesurf vacanze: meno stress, prezzi spesso più bassi, spot come Sicilia, Puglia e Calabria che offrono ancora condizioni ottimali.

In questi mesi estivi, è fondamentale pensare anche al corpo. Sessioni lunghe sotto il sole, acqua salata, vento teso: tutto chiede energia e recupero. Per chi vuole capire come prepararsi fisicamente senza trasformarsi in un atleta olimpico, è utile approfondire la preparazione fisica specifica per il kitesurf: un mix di mobilità, core e resistenza che fa davvero la differenza quando il vento tiene per giorni.

Un buon modo di visualizzare l’estate kite è trasformarla in una mini-lista di mete chiave, da combinare come tappe di un viaggio o weekend sparsi:

  • Luglio: Dakhla per chi vuole full immersion vento; Salento e Sicilia per chi cerca mix tra mare italiano e progressione tecnica.
  • Agosto: Egitto (Hurghada, El Gouna) come “garanzia vento”; spot kitesurf Puglia e Calabria per chi non vuole lasciare l’Italia.
  • Settembre: Sicilia sud, Salento, Gizzeria e Grecia come chiusura estiva dolce ma ventosa.

L’estate insegna una cosa chiara: con due mari come nel Salento e una penisola circondata d’acqua, il vero segreto non è scappare lontano, ma saper leggere il vento e scegliere lo spot giusto giorno per giorno.

Autunno (ottobre–dicembre): Africa, Brasile, Canarie e l’arte di allungare l’estate

Quando le prime felpe tornano negli zaini, molti rider sentono la stessa domanda: “Si chiude la stagione o si allunga l’estate altrove?”. L’autunno, da ottobre a dicembre, è il regno delle scelte intelligenti: Mar Rosso ancora caldo, Sudafrica che entra in piena stagione, Brasile e Canarie come classicissimi per chi vuole vento e acqua senza esagerare con le ore di volo.

Ottobre tiene ancora protagonista l’Egitto. Hurghada, El Gouna e gli altri spot del Mar Rosso funzionano benissimo: temperatura perfetta, vento spesso meno nervoso rispetto ad agosto, condizioni ideali per chi vuole chiudere l’anno con progressi tangibili. È anche un periodo ottimo per kitesurf per principianti, perché l’acqua è ancora calda e le scuole hanno un po’ meno pressione rispetto ai mesi di altissima stagione.

Da novembre, alcuni nomi tornano forti: Cape Town riapre il grande show, mentre La Ventana in Messico entra di nuovo nel vivo. Sono mete perfette per chi ha già acquisito un livello intermedio e vuole spingersi oltre: salti grossi, onde, downwinder più lunghi. Chi cerca invece ambiente più isolato guarda a Los Roques in Venezuela, con le sue isole basse, acqua trasparente e piccoli atolli che sembrano disegnati per i long bordi.

Dicembre è il mese che divide chi chiude il kite in garage da chi tira fuori la valigia morbida. In Brasile, regioni come il Cearà vedono spot tipo Guajirù, Cumbuco e dintorni ancora in piena forma: vento side-on quasi quotidiano, lagune interne perfette per il freestyle, downwinder lungo costa per chi ama macinare chilometri. È qui che il concetto di “estate infinita dei kiter” diventa molto concreto.

Più vicine a casa, le Isole Canarie, e in particolare Fuerteventura, offrono un compromesso ottimo: clima mite, venti regolari, voli brevi rispetto ad altre mete oceaniche. Fuerteventura ha dalla sua la varietà di spot: lagune, reef, beach break. È uno dei posti dove puoi portare anche amici non kiter senza annoiarli.

In tutto questo, non va dimenticata la parte meno romantica ma più concreta: assicurazioni, coperture e sicurezza. Scivolare in un reef a Maui, farsi male in atterraggio da un salto alto in Brasile o scontrarsi con un altro kite in laguna ha un costo se non sei coperto. Alcune polizze coprono surf e kitesurf solo a livello amatoriale, altre escludono responsabilità verso terzi, altre ancora non valgono in Paesi segnalati come a rischio dal Ministero degli Esteri. Vale davvero la pena leggere con calma le condizioni prima di salire a bordo.

Per orientarti nella scelta tra massimali, esclusioni e Paesi coperti, è utile un approfondimento specifico, come quello dedicato alla scelta dell’assicurazione kitesurf. Così, quando ti ritroverai a montare il kite al tramonto in uno spot lontano, potrai concentrarti solo su vento e mare.

L’autunno, in fondo, non è la fine della stagione: è il momento in cui decidi se il kite è un passatempo estivo o il filo rosso che ti accompagna tutto l’anno.

Come scegliere la destinazione giusta mese per mese: livello, vento, budget e vita fuori dall’acqua

Con così tante opzioni su dodici mesi, come fai a scegliere senza perderti? La risposta è smettere di chiederti “qual è lo spot più bello?” e iniziare a chiederti “qual è lo spot giusto per me, adesso?”. Alcuni criteri semplici ti aiutano a mettere ordine: livello, tipo di vento, obiettivi di progressione, budget e vita a terra.

Per chi è alle prime armi e vuole imparare kitesurf con criterio, le priorità sono chiare: lagune poco profonde, vento non troppo rafficato, scuole con istruttori certificati, spazio ampio in acqua. In questa categoria rientrano spot come El Gouna, Stagnone, alcune lagune del Brasile, Zanzibar, una parte del kitesurf Ionio tra Puglia e Calabria, oltre a vari spot dedicati al kitesurf per principianti in Italia. Importante anche valutare se la scuola kitesurf offre caschi, giubbotti, radio in casco e piani didattici strutturati.

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Chi è intermedio punta spesso a una cosa: progredire rapidamente. Qui entra in gioco il mix di vento affidabile e condizioni abbastanza facili da permetterti di ripetere manovre decine di volte a sessione. Lagune come Dakhla, Stagnone, alcune baie greche o turche e gli spot termici del kitesurf Salento funzionano benissimo per questo. L’importante è non farsi sedurre solo dalle immagini: uno spot con 40 nodi medi non è l’ideale per provare i primi salti controllati.

Per i rider avanzati, contano onde di qualità, vento sostenuto e community con cui spingere il livello. Cape Town, Maui, alcune zone del Brasile, Fuerteventura, Dakhla e alcuni spot ventosi del Sud Italia sono perfetti. In questa fase tornano utili anche discipline “cugine” come il landkite: se ti incuriosisce, esistono risorse dedicate al kitesurf su terra e landboard, ottimi per allenare controllo del kite e lettura del vento quando il mare non collabora.

Oltre al livello, ci sono altri fattori che non vanno sottovalutati:

  • Budget: Brasile e Hawaii richiedono voli lunghi; Canarie, Egitto e kitesurf Italia spesso permettono di fare più viaggi brevi nello stesso anno.
  • Tempo a disposizione: con una sola settimana, meglio puntare a destinazioni con vento molto affidabile nel periodo scelto.
  • Compagni di viaggio: se viaggi con chi non fa kite, meglio scegliere spot con città vicine, escursioni, cultura e cibo degni di nota.
  • Allenamento: arrivare scarico fisicamente rende qualsiasi spot più “duro”; lavorare prima su mobilità e core cambia la qualità di ogni sessione.

Un buon esercizio prima di prenotare è fare una piccola lista personale: cosa vuoi allenare, quanti giorni di vento speri di trovare, quanto sei disposto a spostarti dallo spot per dormire o mangiare. La destinazione giusta è quella che rispetta il tuo livello e le tue reali esigenze, non solo quella più citata su Instagram.

Se c’è una regola che vale per tutti i mesi dell’anno è questa: non esiste lo spot perfetto in assoluto, esiste lo spot perfetto per il tuo momento kite.

Vento, comunità e vita da rider: dodici mesi di kitesurf oltre la semplice vacanza

Organizzare le tue uscite in base ai migliori spot kitesurf per ogni mese è solo una parte della storia. L’altra metà è tutto quello che succede intorno: comunità locali, cultura kite, serate passate a parlare di windguru con sconosciuti che dopo due giorni sembrano amici di vecchia data.

Ogni destinazione ha il suo “carattere sociale”. Luoghi come Tarifa, Cumbuco o Cape Town hanno una vita notturna e una concentrazione di rider assurda: lì conosci subito qualcuno con cui dividere un downwinder o una birra post-sessione. Altri spot, più tranquilli come alcune lagune del Mediterraneo o del Brasile, favoriscono una socialità più soft, ma spesso nascondono comunità locali molto coese e appassionate.

In Italia, la rete di scuole, associazioni e crew locali cresce anno dopo anno. È qui che entra in gioco la community kitesurf Italia: gruppi che condividono info meteo, si organizzano per spostarsi tra Adriatico e Ionio, creano eventi e raduni. Entrare in queste comunità ti permette non solo di trovare più facilmente passaggi e suggerimenti sugli spot, ma anche di crescere come rider grazie al confronto continuo.

Il kitesurf, vissuto dodici mesi l’anno, diventa un vero lifestyle: impari a guardare il cielo in modo diverso, a sentire le raffiche ancora prima di aprire l’app meteo, a organizzare ferie e weekend seguendo un equilibrio tra famiglia, lavoro e vento. Molti genitori iniziano a chiedersi a che età i figli possono entrare in acqua, molte ragazze cercano riferimenti seri sul kitesurf donna, sempre più persone vogliono capire come conciliare sicurezza e progressione.

Per dare struttura a tutto questo, contenuti approfonditi su temi come bambini, donne nel kite, storia del kitesurf e Olimpiadi, o mete specifiche italiane, aiutano a trasformare la passione in percorso consapevole. Il viaggio tra spot e mesi dell’anno, allora, non è solo geografico: è anche un modo per conoscere meglio se stessi, le proprie paure, i propri limiti e la gioia di superarli un bordo alla volta.

Alla fine, che tu stia lanciando il primo water start in una laguna bassa o stia chiudendo un mega loop davanti a una scogliera atlantica, la sensazione è la stessa: quando prendi la barra, il resto scompare. Il mondo resta a riva, tu sei solo con il vento e l’acqua. Tutto il resto – mesi, destinazioni, statistiche di vento – serve solo a moltiplicare quante volte all’anno puoi vivere quel momento.

Dodici mesi, decine di spot, un’unica costante: la voglia di uscire dall’idea di vacanza e costruirti una vera vita di kite, una sessione alla volta.

Qual è il periodo migliore per iniziare a fare kitesurf in Italia?

Per chi è agli inizi è ideale la tarda primavera e l’inizio estate, tra maggio e giugno. L’acqua è più mite, i termici lavorano regolari e molti spot italiani – come lagune in Sicilia, Puglia, Calabria – offrono vento gestibile e scuole operative al completo. Evita i giorni di vento estremo e cerca spot con ampio spazio e fondale basso.

Come scelgo la destinazione giusta di kitesurf mese per mese?

Parti da tre criteri: il tuo livello, l’affidabilità del vento nel periodo e il tipo di spot (laguna, mare aperto, onde). Poi incrocia questi dati con budget e tempo di viaggio. Per esempio, in inverno ha senso puntare su Caraibi, Brasile o Africa, in estate su Italia, Grecia e Francia, in autunno su Egitto, Brasile e Canarie. Evita mete fuori stagione solo perché famose.

È necessario fare un’assicurazione specifica per il kitesurf in viaggio?

Non è obbligatoria per legge in molti Paesi, ma è fortemente consigliata. Una buona polizza dovrebbe coprire spese mediche per infortuni durante surf e kitesurf, verificando se sono ammessi usi amatoriali o anche competizioni, eventuali esclusioni per Paesi sconsigliati dal Ministero degli Esteri e copertura di responsabilità civile verso terzi quando possibile.

Meglio viaggiare con la propria attrezzatura o noleggiarla sul posto?

Dipende. Se hai già un quiver adatto alle condizioni previste e voli medio-lunghi, spesso avere il proprio materiale è più comodo, soprattutto per progressione tecnica. Se sei alle prime armi o non conosci bene lo spot, noleggiare da una scuola locale ti permette di avere kite e tavole adatte a vento e condizioni del posto, oltre all’assistenza in spiaggia. Considera sempre anche i costi extra bagaglio delle compagnie aeree.

Quanti nodi servono per una buona sessione di kitesurf?

Per la maggior parte dei rider su twin-tip, un range tra 15 e 25 nodi è l’ideale, variando la misura del kite in base al peso e allo stile. Sotto i 12 nodi entra in gioco il lightwind o il foil, sopra i 30 nodi serve un buon livello tecnico e attrezzatura adeguata. Più che il numero assoluto di nodi, è importante la stabilità del vento e l’assenza di raffiche estreme.

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